Bitcoin e le criptovalute: nuove opportunità tecnologiche

//Bitcoin e le criptovalute: nuove opportunità tecnologiche

Il 2018 sarà l’anno del Bitcoin e delle altre criptovalute!

È probabile che anche tu abbia già sentito questa affermazione – al telegiornale, sul web o in un qualche documentario – in quanto l’argomento è di stretta attualità.

Per questo, noi di Computer Next abbiamo deciso di affrontare questo argomento, ovviamente dal nostro punto di vista: quello tecnologico.

Crediamo che sia importante metterti a conoscenza di un’interessante opportunità, che spiegheremo nel dettaglio in questo articolo.

Pronto? Si comincia!

 

Il Bitcoin: la moneta sulla cresta dell’onda

Prima di vedere la tecnologia dietro a questo sistema, non possiamo esimerci dallo spiegare .

Al momento in cui stai leggendo questo articolo, il valore di un Bitcoin è di circa 13.000$… non male vero?

Tuttavia questa non è la quotazione massima: il valore di picco raggiunto finora è stato di quasi 15.000$, dopo un rialzo vertiginoso in brevissimo tempo.

 

Andamento del valore del Bitcoin in dollari nell’ultimo anno

 

Una serie di fortunati (o lungimiranti?) che hanno creduto fin da subito in questa criptovaluta, ora sta contando i milioni fatti con un pugno di dollari per acquistarli.

Il motivo è semplice: i media e i grandi speculatori vi hanno messo gli occhi sopra.

 

Che cos’è una criptovaluta

Per capire la tecnologia che sta dietro al Bitcoin, è necessario capire che cos’è una criptovaluta.

Si tratta, com’è facile intuire, di una valuta digitale senza il supporto fisico di monete e banconote.

Oltre a questo, la principale differenza con le valute “tradizionali” deriva nel fatto che non hanno necessità di un supporto di una banca centrale.

Ciò impedisce che il loro valore sia influenzato e controllato da un organo centralizzato che possa creare moneta sulla base della fiducia.

 

Il Bitcoin è la più popolare tra queste criptovalute, nato nel 2008 e sviluppato da Satoshi Nakamoto uno pseudonimo che si pensa appartenga a un team di hackers.

Il suo rivoluzionario concetto di scambio di denaro è un’evoluzione di diverse teorie circolanti nell’underground di Internet.

Il Bitcoin non ha trovato popolarità immediata.

La vera svolta è avvenuta nel 2013, per via di un sito chiamato Silk Road.

 

Questo sito del deep web (Internet nascosto) è stato oscurato in quanto vendeva materiale illegale come armi e droga e permetteva i pagamenti solo con valute che non permettessero di essere rintracciate: il Bitcoin appunto.

Una brutta reputazione, ma come diceva qualcuno “bene o male purché se ne parli” da allora i media si sono accorti della sua presenza e il suo valore è costantemente aumentato

Ma perché questa moneta è una vera e propria svolta?

Quello che ha permesso al Bitcoin di evolvere è il meccanismo di supporto che vi è alla base detto blockchain.

 

La blockchain e il processo di mining

Nel modello attuale, le transazioni e i dati sono registrati presso un’istituzione centrale.

Ogni euro – sia fisico che elettronico – emesso dalla Banca Centrale Europea rappresenta una passività.

La fiducia nella Banca è un elemento fondamentale: senza di questa la moneta non sarebbe riconosciuta e non potrebbe circolare.

Il blockchain è un modello che sta all’opposto, non essendovi come abbiamo detto un ente che emette moneta.

Registrazione, verifica e validazione di tutte le transizioni avviene attraverso un database centralizzato su una rete peer-to-peer di utenti.

In questo modo i costi sono ridotti e la velocità delle operazioni è più elevata.

 

Differenza tra il sistema centralizzato e la bockchain

 

 

Ma come avvengono queste transazioni?

Un utente che fa parte della rete decide di effettuare una transazione ed entra a far parte di un blocco di altri utenti che hanno lo stesso compito.

Questo bocco si aggiunge ad altri blocchi, formando una catena di blocchi (da cui il nome blockchain) che permettono di effettuare la transazione.

Questo processo in gergo è chiamato mining ed è remunerativo verso coloro che lo effettuano.

 

Facciamo un esempio: voglio entrare a far parte della rete ed confermare una transazione.

Scarico un software wallet (portafoglio) e metto a disposizione della rete peer-to-peer una parte della potenza di calcolo del mio computer.

Grazie a questa e insieme ad altri utenti, il mio hardware effettua una serie di validazioni crittografate – che sono alla base di tutto il sistema – che permettono alla transizione di essere effettuata.

Nella mia app wallet percepisco il compenso per l’operazione e sono pronto per una successiva.

 

 

 

Come è facile intuire, maggior potenza di calcolo offro alla rete, maggiore sarà la possibilità che possa compiere la transazione.

Tradotto: computer più potente = rendita maggiore.

 

Non solo Bitcoin

Abbiamo parlato di Bitcoin, tuttavia il processo di mining non è appannaggio solo di questa criptovaluta.

Ne esistono tante altre: Ripple, Litecoin, Dash Coin, Ethereum, ed è proprio su quest’ultima che vogliamo porre particolare attenzione.

Il processo di transazione di Ethereum è uno dei migliori per iniziare a minare “da casa”, in quanto è sufficiente un normale PC.

 

Ma, a differenza dei Bitcoin, che richiede un hardware molto costoso per avere la possibilità di entrare nella blockchain, per minare Ethereum è solo necessario una scheda grafica adeguata.

Se vuoi cominciare questa avventura devi solo tener presente che:

  • considerato che utilizza la GPU (Graphic Processor Unit) più schede video monti sul PC, più riesci a minare,
  • è necessario un alimentatore da 1000Watt, a differenza di quelli standard che sono da 500-750Watt, in quanto alle schede video serve maggior energia per funzionare.

Molto semplice: se hai bisogno sapere come fare nel dettaglio non esitare a chiamarci o contattarci attraverso il form dei contatti e ti sapremo consigliare anche l’hardware giusto.

 

Il futuro delle criptovalute

Molti pensano che le criptovalute siano la moda “speculativa” del momento.

In parte questo è vero, in quanto oggigiorno, per una serie di logiche finanziarie, possono essere considerate più come materie prime che come monete.

E non sono nemmeno un investimento adatto ai deboli di cuore per via della forte volatilità!

 

Tuttavia, allo stato attuale, secondo uno studio dell’Università di Cambridge ci sono circa tra i 3 e i 5,8 milioni di utenti che accetta pagamenti in valuta digitale.

E non solo: grazie ai bassi costi di transazione e alla velocità di transizione, in paesi come la Germania sono molto diffusi anche nel settore retail.

Come si può notare, i tempi dei siti illeciti sono molto lontani!

 

E in Italia?

Purtroppo, come spesso accade, il nostro Paese è indietro su queste tematiche e le criptovalute sono ancora viste con scetticismo e non accettate.

Ma come per altre innovazioni tecnologiche precedenti inizialmente sottovalutate, coloro che riescono ad anticipare i tempi potrebbero avere delle grosse soddisfazioni.

 

Copywriter e blogger, mi occupo di scrittura professionale e formazione su tematiche web.

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